19 luglio 2020. Un altro capodoglio è rimasto impigliato in una rete da pesca illegale al largo di Salina, nell’arcipelago delle Eolie. L’avvistamento è stato fatto da alcuni diportisti che hanno dato l’allarme. Nella rete è rimasta impigliata la coda del cetaceo di oltre 10 metri. Da ieri mattina sono all’opera l’equipaggio di una motovedetta della guardia costiera, i biologi Monica Blasi e Carmelo Isgrò e alcuni volontari che hanno tentato senza fortuna di liberarlo.

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“Il capodoglio è particolarmente agitato”, spiega Carmelo Isgrò, “e l’operazione è rischiosa. Dopo le 24 ore riteniamo che il grosso cetaceo accuserà un po di stanchezza e quindi faremo in modo di liberarlo”. Nelle scorse settimane un altro capodoglio era rimasto impigliato al largo di Lipari e dopo un paio di ore i sub erano riusciti a liberarlo.

Le attrezzature da pesca abbandonate sui fondali sono un un grave rischio per i grandi pesci e i mammiferi marini. Le reti da pesca, palangari e nasse – perduti o deliberatamente abbandonati – possono restare sui fondali o galleggiare in sospensione per anni e interferire con la biodiversità marina.

E’ bene segnalare reti e altri mezzi da pesca abbandonati agli uffici della Guardia Costiera di zona per la loro rimozione immediata.

Il numero blu 1530 della Guardia Costiera è gratuito sul tutto il territorio nazionale e attivo 24 ore su 24 tutto l’anno.

(Foto in evidenza © Carmelo Isgrò)

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