M49 è fuggito dal Centro Faunistico di Casteller. E’ la seconda volta che l’orso scappa e questa volta, a un anno dalla sua prima ‘evasione’, pare che abbia divelto la rete di protezione. L’orso, catturato lo scorso 28 aprile, è munito di radiocollare.

“Come volevasi dimostrare Papillon, soprannome di Henri Charrière, il fuggiasco francese, è il soprannome migliore che potevamo scegliere per l’orso M49: questa mattina è fuggito per la seconda volta dal recinto in cui era stato rinchiuso”, afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Ho sentito il presidente della provincia di Fugatti e allertato l’Ispra. La mia posizione rimane la stessa: ogni animale deve essere  libero di vivere in base alla sua natura. Papillon ha il radiocollare e quindi rintracciabile e monitorabile facilmente: non ha mai fatto male a nessuno, solo danni materiali facilmente rimborsabili. Chiediamo che non venga rinchiuso e assolutamente non abbattuto”.

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Per l’Oipa l’ennesima fuga di M49 da Casteller dimostra la sofferenza che questo giovane esemplare nato libero sta provando. L’associazione ricorda che il Pacobace (Piano di azione interregionale per la conservazione  dell’orso bruno sulle Alpi centro orientali ) prevede all’articolo 3 la possibilità, in caso di orso “problematico” (sempre che M49 sia da considerare tale) di procedere con azioni preventive come, per esempio, la cattura con rilascio  allo scopo di spostamento in zona idonea e non per forza, come invece fatto dalla Provincia autonoma di Trento, la cattura per captivazione permanente.

“La vicenda di M49 è l’ulteriore prova dell’incapacità dell’Amministrazione provinciale di gestire la reintroduzione dell’orso in Trentino. Diffidiamo il presidente Fugatti dall’emanare una nuova ordinanza di abbattimento, così come ha fatto per l’orsa JJ4, abbattimento sospeso dal Tar», dichiara il presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto. «Speriamo non costringa noi e le altre associazioni a una nuova battaglia legale per la difesa della vita di un animale che prima si è voluto reintrodurre a forza in un territorio da cui era naturalmente scomparso e cui poi si dà la caccia”.

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