Un intervento di Enpa Savona

Come convivere vicino ad un nido di gabbiani
(ma solo per poche settimane)

Per non trasformare una manifestazione della natura in un falso problema

A causa della scarsità di pesce e dell’occupazione estiva delle spiagge per la balneazione, i gabbiani si stanno progressivamente spostando verso le accoglienti “scogliere” cittadine, ovvero i tetti ed i balconi delle abitazioni. A fine aprile costruiscono il nido e, durante la cova, qualche gabbiano impaurito può effettuare, verso persone che si trovano nelle vicinanze, voli di “parata” ed emissione di grida, anche avvicinandosi ma senza mai toccarle; basta però alzare le braccia per allontanarli. Per evitare altre manifestazioni può essere utile disporre attorno al nido un paravento di tavole o cartoni aperto solo verso la direzione di arrivo dei volatili, in modo da separarlo anche visivamente dalle zone frequentate da persone. Le uova si schiudono dopo circa 25-27 giorni e dopo circa 40 i piccoli (da uno a tre), pronti per volare se ne andranno definitivamente assieme ai genitori. Se a questi sarà piaciuto il sito potrebbero però tentare di rifare un nido tra la fine di luglio ed agosto. Una volta abbandonato il nido è possibile demolirlo ed asportarlo e sistemarvi barriere o reti per impedire future nidificazioni.

Enpa ricorda che le norme di legge vigenti proibiscono tassativamente di:
– Prelevare, allontanare, trasferire, maltrattare, uccidere o ferire gli animali;
– Impedire ai genitori di accudire i nidiacei, portare loro cibo, avvicinarli e somministrare le cure parentali, o introdurre o liberare animali che possano arrecare loro danno;
– Distruggere il nido prima del naturale allontanamento di tutti gli animali.

E’ però possibile asportare e distruggere le uova (e solo quelle) dai nidi di gabbiano, prima che schiudano, sia da parte di privati che di amministratori di condominio. Per affrontare il problema della presenza dei gabbiani nelle città Enpa Savona ha da tempo proposto a Provincia e Comuni, senza alcun riscontro, le seguenti azioni:

1) Organizzazione, da parte della Provincia e di concerto con i Comuni, dell’asportazione incruenta delle uova di gabbiano (e solo di quelle), nei mesi di aprile e maggio; il sistema, già in corso nella riviera romagnola a cura di imprese autorizzate a pagamento, è stato ritenuto valido e consentito sia dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (Ispra) che, nella nostra regione, dal competente Assessore all’ambiente e caccia;
2) Sterilizzazione chirurgica dei soggetti fertili; le coppie sono fedeli per tutta la vita e non generano più piccoli, pur covando le uova sterili; già applicato con buoni risultati dall’Enpa a Trieste, mentre a Savona l’associazione ha già presentato un analogo progetto che, approvato dal Comune non ha ancora ottenuto il finanziamento regionale a causa del parere sfavorevole dell’Asl2, peraltro per motivi meramente burocratici e procedurali;
3) Prescrizione per i nuovi edifici nelle norme urbanistiche comunali, dell’obbligo di soluzioni architettoniche che impediscano la nidificazione di questi volatili, e dei colombi.

Enpa Savona
E-mail: savona@enpa.org
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