Il collare antiabbaio è un dispositivo che si attiva attraverso le vibrazioni del cane provocate nel momento in cui abbaia. Ne esistono di tre tipi: quello elettrico, che provoca una scossa elettrica, quello ad ultrasuoni, che emette ultrasuoni a forte intensità, e quello che nebulizza acqua, citronella, lavanda o altre sostanze odorose.

La Corte di Cassazione afferma che il collare antiabbaio è incompatibile con la natura del cane, spiegando che  si tratta “di un addestramento basato esclusivamente sul dolore, lieve o forte che sia, e che incide sull’integrità psicofisica del cane” e come produca nell’animale “effetti collaterali quali paura, ansia, depressione e anche aggressività”.

Con la sentenza n. 38034/13, la Corte di Cassazione, Sezione III penale, conferma l’orientamento giurisprudenziale aggiungendo che, “a prescindere dalla specifica Ordinanza ministeriale e dalla sua efficacia”, l’uso di questo collare rientra nella previsione del Codice penale che vieta il maltrattamento degli animali ai sensi dell’articolo 727 del Codice penale che punisce la detenzione di animali “in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze”.

Il collare antiabbaio può mettere a tacere (spesso solo provvisoriamente, e non sempre) un sintomo, ma non cura affatto il disagio del cane che abbaia.