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Bretagne era forse l’ultimo dei cani sopravvissuti alle operazioni di salvataggio dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, a New York. E’ stata addormentata per sempre il 10 giugno scorso in una clinica veterinaria di Houston, nel Texas. Aveva 16 anni.

L’eroica golden retriever aveva solo due anni quando insieme alla sua istruttrice, Denise Corliss, prese parte alle operazioni di soccorso della Texas Task Force 1, che fu inviata a New York dopo il crollo delle Torri Gemelle alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Bretagne e la sua conduttrice rimasero sul posto per 10 giorni.

«Quando arrivammo al World Trade Centre non riuscii a credere a quello che avevo davanti agli occhi. Poi ho guardato Bretagne e lei reagì subito, stoicamente, e si diede subito da fare», ha dichiarato Corliss in una recente intervista. Il cane è ricordato anche per aver preso parte alle operazioni di soccorso in seguito all’uragano Katrina, nel New Orleans.

Bretagne è solo uno degli oltre 300 cani che hanno scavato, per mesi, tra le rovine e le esalazioni delle torri gemelle di Manhattan ritrovando ben 100 corpi di vittime del più grande attentato della storia.

I generosi protagonisti a quattro zampe di quei momenti hanno pagato cara la propria dedizione. Molti di loro, ancora giovani, sono morti di tumore. Malattia provocata, con ogni probabilità, dai fumi tossici che si sono sprigionati dalla macerie, quando il fuoco acceso dagli aerei lanciati contro le torri ha continuato a bruciare per mesi sotto la montagna di detriti. Bruciava di tutto: plastiche, materiali chimici, pannelli isolanti. Tra quegli odori velenosi i cani avrebbero cercato senza sosta la traccia dell’uomo. Un impegno che hanno pagato con la vita.

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