Una delle ultime immagini di Vita (foto di Elena Mancin)

E’ morta Vita, uno dei beagle portati via nel 2012 con un blitz di animalisti dall’allevamento Green Hill di Montichiari (Brescia), dove i cani venivano allevati per essere destinati alla sperimentazione animale. Lo ha reso noto l’associazione animalista Leal con un post su Facebook lo scorso marzo. In questi sette anni ha vissuto felice, amata e protetta dalla sua famiglia umana.

La foto di Vita, all’epoca una cucciola, che veniva alzata sopra il filo spinato per essere portata via, è il simbolo della protesta contro Green Hill e ha fatto il giro del mondo. La liberazione dei cani, in pieno giorno, durante lo svolgimento di una manifestazione pubblica, permise di salvare decine di cuccioli e cani adulti, alcuni in gravidanza. I cani liberati nel blitz vennero portati via dagli attivisti, che furono denunciati per furto. La vicenda giudiziaria si è conclusa nei giorni scorsi con lannullamento, da parte della Corte di Cassazione, delle sentenze di condanna .

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Alcuni cani, in gravissime condizioni, furono portati in un clinica veterinaria. L’azione degli attivisti innescò un processo legislativo che nel marzo 2014 portò al decreto legislativo che vieta in Italia l’allevamento di cani, gatti e primati da laboratorio.

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L’allevamento di Montichiari fu poi chiuso nel 2012 dalla Procura di Brescia per le condizioni in cui venivano tenuti gli animali. I due gestori e il veterinario della struttura sono stati condannati definitivamente nel 2017 per maltrattamento e uccisione di animali.

Leggi il post Fb della Leal che annuncia la morte di Vita

Vita nella sua casa (foto di Elena Mancin)

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