In Cina, Vietnam e Corea migliaia di orsi neri asiatici sono maltrattati e torturati per l’estrazione della bile, elemento tradizionale della farmacopea asiatica. Le gabbie nelle quali sono richiusi non consentono alcun movimento e la bile viene estratta per mezzo di rudimentali cateteri di metallo conficcati nell’addome. Il vigore e la forza straordinaria di questi animali li costringe sopravvivere in questa condizione aberrante anche per 15/20 anni.

Nel 1993, dopo aver scoperto l’esistenza delle fattorie della bile, Jill Robinson, coraggiosa donna inglese, fonda Animals Asia Foundation e dà inizio ad un serrato confronto con le autorità cinesi allo scopo di porre fine a questa barbara attività. Dall’ottobre del 2000, centinaia di orsi sono stati affidati alle cure di Animals Asia.

Chiediamo a tutti di sostenere Animals Asia nelle sue azioni. 

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Il liquido di bile della cistifellea di orso è un ingrediente molto apprezzato nella medicina tradizionale cinese, poiché considerato utile per trattare diversi disturbi. Inizialmente la bile veniva estratta da orsi uccisi. Quando, negli anni Settanta, l’orso tibetano divenne specie protetta e se ne proibì la caccia, fu ideato un processo nuovo per sfruttarli: mantenerli in vita in gabbie anguste ed estrarne bile durante tutto l’arco della loro vita.

“Ci sono tipi di vita peggiori della morte. Ci sono torture peggiori di un incubo”, spiega Adriana Rizzo di Animals Asia. “In questo momento in Cina, Corea e Vietnam circa diecimila orsi sono immobilizzati in gabbie grandi quanto il loro corpo, con un catetere infilato senza alcuna anestesia nella cistifellea per estrarne la bile e vi resteranno per 20 anni fino alla morte. Animals Asia  è l’organizzazione che da anni si batte per mettere fine alle fattorie della bile, riscattando gli orsi, ospitandoli nei suoi centri, cercando di far dimenticare loro gli orrori subiti: perché ci sono battaglie migliori di un sogno. Ed è proprio per realizzare questo sogno che da anni mi batto con il Support Group di Roma di Animals Asia per la chiusura delle fattorie della bile”.

L’associazione è nata venti anni fa, per volere di Jill Robinson, una donna straordinaria che per caso, in un viaggio in Cina, scoprì questa orribile realtà. Queste le parole del suo primo racconto: “Avevano il corpo pieno di piaghe e un catetere infilato nell’addome; alcuni, resi pazzi dal dolore, sbattevano il cranio contro le gabbie fino a procurarsi orribili ferite; altri si erano spaccati i denti mordendo il ferro. Dalle sbarre vidi spuntare una zampa gigantesca e, inconsapevole dei rischi che correvo, volli toccarla. Allungai la mano, l’orso me la strinse dolcemente. Allora gli promisi che sarei tornata e che l’avrei salvato”.

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Da quel giorno Animals Asia ha ottenuto grandi successi. Il primo con uno storico accordo del 2000 (il primo accordo firmato dal governo cinese in termini di tutela animale) con il quale si ottenne la liberazione di 500 orsi ed il divieto di apertura di nuove fattorie della bile.

Gli orsi che ci sono stati affidati in questi lunghi anni di attività vengono curati nei nostri due centri di recupero. Uno in Cina, l’altro in Vietnam. Attualmente sono nostri ospiti oltre 400 orsi che arrivano ai centri in condizioni estreme: denutriti, disidratati, agonizzanti.

Le cure veterinarie sono immediate e costose… Per questo l’attività dei gruppi di supporto, oltre ad essere finalizzata alla diffusione, all’informazione e alla raccolta di firme per chiedere la chiusura di queste fattorie,  è mirata alla raccolta di fondi attraverso la vendita di gadgets, l’adozione di orsi, l’iscrizione all’associazione.

La nostra battaglia continua… perché ora, in questo momento, circa 10 mila orsi stanno per essere nuovamente, come ogni giorno, torturati.

Aiutaci a fermarli!

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Guarda il video del recupero di un cucciolo in Vietnam