Oltre 290 specie endemiche, di cui oltre 100 ancora in via di descrizione: è il patrimonio anfibio in Madagascar, un vero e proprio tesoro in parte ancora da scoprire e minacciato da deforestazione e alterazione ambientale, ma anche dal commercio per il mercato della terraristica.

Gli anfibi della grande isola africana sono al centro di un progetto di conservazione lanciato nel 2006 promosso dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e dall’Amphibian Specialisti Group dell’Iucn con lo scopo di promuovere attive azioni di salvaguardia. I ricercatori, partiti lo scorso novembre alla volta del Madagascar per seguire sul luogo il progetto, sono da poco rientrati in Italia: una missione che ha consentito al pool di esperti di effettuare ricerche sul campo nella Riserva naturale integrale di Betampona e raccogliere informazioni tassonomiche e di conservazione degli anfibi e dei rettili presenti nell’area. Sul posto l’attività è stata sostenuta e facilitata dal Madagascar Fauna and Flora Group e dall’Università di Antananarivo.

Il Madagascar è stato fino a tempi recenti uno dei pochi luoghi al mondo ove non era ancora stato segnalato il fungo chitridio, che ha portato all’estinzione molte specie e popolazioni di anfibi. Un recente studio ha dimostrato che esemplari di anfibi esportati negli Stati Uniti dal Madagascar erano affetti da questo patogeno, circostanza confermata nell’ambito del programma di monitoraggio che è attualmente condotto in 8 siti.

Oltre al team scientifico, ha partecipato alla missione il disegnatore naturalistico Stefano Faravelli, che ha realizzato uno specifico “Cahier de voyage”, utilizzando le tecniche e le sensibilità degli esploratori-illustratori ottocenteschi. In programma per il 2014 un workshop sulla conservazione degli anfibi, denominato ACcsam2 che avrà luogo in Madagascar nel Parco Nazionale di Ranomafana dove s’incontreranno oltre 50 ricercatori e conservazionisti.

(LD)