In Italia ogni giorno si aprono circa 24 fascicoli per reati a danno di animali: uno ogni ora. E una persona ogni ora e mezza viene indagata per tali crimini. Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto Zoomafie 2014 della Lav.

L’Osservatorio nazionale Zoomafia dell’associazione ha chiesto alle Procure ordinarie (135) e a quelle presso i Tribunali per i minorenni (29), i dati relativi ai procedimenti penali sopravvenuti nel 2013, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno degli animali. Le risposte sono arrivate da oltre il 60% delle Procure. Ebbene: il totale dei procedimenti nel 2013, per il campione del 57% delle Procure Ordinarie è di 5580 (2739 a carico di noti e 2841 a carico di ignoti). Confrontando i dati del 2012 e 2013, su un campione di 61 Procure che hanno risposto in entrambi gli anni – pari al 45% di tutte le Procure ordinarie-, si registra un aumento dei procedimenti penali nel 2013 rispetto al 2013 del +4,30%. Nel 2013 i procedimenti sopravvenuti presso le 78 Procure esaminate per i ‘classicì reati contro gli animali, ovvero, uccisione, maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibile con la loro natura sono stati 3747. I reati previsti dalla normativa sulla protezione della fauna selvatica, sono i più diffusi dopo quello di maltrattamento di animali. In totale 1410 (963 noti e 447 ignoti) per 1225 indagati. Stilando una classifica dei reati in esame, dai dati arrivati si evince che la Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali è quella di Nola (Na) con solo 9 procedimenti (5 noti e 4 ignoti), quella con il maggior numero di procedimenti si conferma la Procura di Brescia, dove l’anno scorso sono stati aperti 470 procedimenti (326 noti e 144 ignoti), con una netta diminuzione rispetto al 2012 anno in cui i fascicoli furono ben 722 (431 noti e 291 ignoti). Per quanto riguarda i dati delle Procure presso i Tribunali per i minorenni, i procedimenti sopravvenuti nel 2013, riferiti a 21 Procure su un totale di 29, pari ad oltre il 72%, sono stati 10 con 16 indagati. Nel 2012 furono 25 (24 noti e 1 ignoti) con 31 minorenni indagati, ma il numero delle Procure analizzate ne contava una in più. È opportuno ricordare – riferisce la Lav nel suo rapporto- che il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti reati, infatti, pur essendo stati commessi restano, per motivi vari, nascosti e non vengono registrati. Se si considera poi che, notoriamente, i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco meno del 30%, e di questi solo la metà si concludono con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti con sentenza sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente consumati.

«Un fenomeno criminale complesso e multiforme come quello zoomafioso richiede, per essere aggredito in tutti i suoi molteplici aspetti, una dettagliata analisi, una minuziosa conoscenza e lo sviluppo di professionalità e competenze ad hoc», spiega Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav. «Per questo siamo fortemente preoccupati per il futuro del Corpo forestale dello Stato e allarmati per un articolo del disegno di legge del Governo che sotto il titolo ‘Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche’ mira all’assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo forestale in quelle delle altre forze di polizia e delle Amministrazioni locali. È assurdo sopprimere l’unica Forza di Polizia dello Stato specializzata nella difesa del patrimonio agroforestale italiano e nella tutela dell’ambiente, del paesaggio, degli animali e dell’ecosistema».

(LD)

SINTESI DEL RAPPORTO ZOOMAFIA 2014