Dopo avere rinunciato a tenere il concerto nell’area dell’Oasi di Torre Flavia (Ladispoli) a seguito della la mobilitazione degli ambientalisti e degli animalisti (vedi articolo), Jovanotti e il suo staff hanno scelto, con il consenso delle Amministrazioni locali,  un’area poco distante, accanto all’area protetta. Da qualche giorno camion e ruspe stanno preparando il terreno per il palco e il villaggio del Jova Beach Party di Marina di Cerveteri.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del Comitato spontaneo “No Party alla Palude”, allarmato per quel che sta accadendo.

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JOVA BEACH PARTY, ATTACCO ALLE DUNE E AL LITORALE DI MARINA DI CERVETERI. JOVANOTTI DANNEGGIA LA BIODIVERSITA’

Cerveteri, 27 giugno 2019 – Con profondo disagio il Comitato No Party alla Palude torna ad occuparsi del Jova Beach Party. Siamo testimoni sul lungomare di Campo di Mare dei lavori di preparazione del concerto di Jovanotti del 16 luglio, evento che assume giorno dopo giorno i contorni di un disastro ambientale.

Malgrado lo spostamento dall’area critica della spiaggia di Torre Flavia, ruspe e camion sono in attività continua dalla mattina al tardo pomeriggio, a pochissimi metri dal Monumento Naturale Palude di Torre Flavia. Hanno già sbancato le dune della fascia di litorale della località balneare per fare spazio al “villaggio” del Jova Beach Party.

Il Comitato evidenzia come non sia stata prevista un’area cuscinetto tra la zona concerto e la palude protetta. Com’è stata resa possibile dalle Amministrazioni la distruzione della duna mediterranea, un ambiente tutelato da norme comunitarie, indipendentemente dal fatto che siano dentro o fuori l’Oasi protetta? La perdita di questo ecosistema tanto fragile e importante è inaccettabile.

Lo staff del cantante aveva assicurato il rispetto dell’area protetta del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, invece i mezzi meccanici stanno spianando il terreno a pochi metri dal confine perimetrato dell’Oasi. La vicinanza è così stretta che l’esiguo spazio di manovra dei mezzi rischia di provocare danni alla stessa recinzione dell’area protetta. Si ricorda come questa opera di recinzione palificata dell’Oasi si è conclusa appena pochi mesi fa, dando subito esiti positivi per l’avvistamento del fratino in quella porzione di area delimitata.

Durante la conferenza di servizi che si è svolta nella sede del Comune di Cerveteri alla presenza degli enti competenti tra cui Città Metropolitana di Roma Capitale, Capitaneria di Porto e Regione Lazio, l’organizzazione dell’evento musicale aveva assicurato che sarebbero state prese tutte le precauzioni per cautelare lo spazio protetto – come la protezione degli accessi alla Palude e la collocazione di appositi sistemi anti disturbo –  e lasciarlo fuori da possibili ricadute, anche indirette, con la finalità di tutelare le specie rare che soggiornano nell’Oasi.

Al posto delle dune sorgerà il backstage del Jova Beach Party, con annesso campo di atterraggio per un’eliambulanza. Un vero scempio si prefigura e ancora una volta ci rivolgiamo ai responsabili di questa organizzazione perché, se quanto fatto non può essere recuperato, almeno si cerchi di non distruggere oltre.

La legge consente la realizzazione di un evento pericoloso per il nostro ambiente, occorre intervenga il buon senso, per questo vogliamo appellarci alla coscienza  ambientalista di Jovanotti e Wwf Italia, partner dell’iniziativa. Entrambi hanno forse sottovalutato le conseguenze di un simile evento, e non solo nel Lazio, dove uno spot contro l’abbandono di plastica in mare non può di certo compensare un grave disturbo agli animali e la stessa sopravvivenza degli habitat e la perdita di biodiversità.

Comitato spontaneo “No Party alla Palude”
Email: palude.flavia@gmail.com

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